giovedì 30 luglio 2009

Jet Sex

Da Il manuale di come si vive

di via Jenner 8


Se tu fossi un folle

solo se tu fossi un folle

ci sarebbe un punto

in cui la tua normalità sarebbe superata dalla follia

gli altri guardandoti negli occhi ti riconoscerebbero

e tu saresti libero normalmente di vivere

nella tua follia

cosicchè la tua follia convergerebbe

almeno per un pò, con la tua libertà

Seduti ad una sedia ciascuno,

sotto una pianta verde,

sotto un cielo nero

sotto un condominio fatto di finestre e sonno

c’erano un italiano, un greco e un brasiliano.

E c’era il silenzio.

Questo prima che amico Greco , che parlava lento e forte, dice:

Idra è isola bellissima.

Problema di Idra è che ci sono solo genti ricchi

e che ci vogliono tanti soldi per stare lì, e non ci puoi stare,

nemmeno arrivare con machine.

In Atene io e miei amici una volta abbiamo divertuto

e dittu se vinciamo superenalotti

compriamo piccolo isolotto come Idra dove stanno solo genti ricchi

e noi non facciamo ostelli né alberghi e nulla

solo case dove gente viene senza pagare

e noi non usiamo macchine e motorini, ma si va a piedi o a caballo

e tutti mangiano gratis e ci sono le piante di Marjuana gratis lungo strade alte così.

E nessuno paga niente, solo devertendo

gente che suona e gente che sta devertendo ascoltare suonatori

e non ci sono nemmeno chiese construtte

facciamo un’isola come un piccolo vaticano de libertà.

E allora mio amico Brasiliano:

me piasce idea de Vaticanou de Libertà

me piasce proprio, facciamolo

e titulu de isola sarà

U Vaticanu de libertà, figoo.


Io avevo troppo sonno per essere felice anche,

ma nonostante il sonno avevo notato qualche incongruenza nel discorso

che lasciava un po’ perplessi sulla fattibilità della cosa,

però condividevo l’idea appieno

e mi sono ripromesso che quando non avevo più sonno

mi sarei impegnato ad aiutare le cose ad andare dove dovevano andare.

Si l'idea mi piaceva

pensavo sotto una pianta verde

e un cielo nero

e un condominio fatto di finestre e sonno.

Mi piaceva come quando guardi il cielo e speri di trovare subito la stella che cerchi,

e non la trovi mai, ma è come se la trovassi, e speri un giorno di arrivarci

sparato lì per trovare la pace,

e lui così sembrava che gli piaceva veramente la sua stella,

cioè lo diceva in modo lento e forte, che si capiva che gli faceva solletico dentro

e questo mi piaceva, come se avessi visto un attimo una stella

verso cui salire.

JET SEX

Qui c’è il nostro tempo per comprendere

Questo è il nostro cielo segreto per noi

dove arriveremo

Quello dove tu non sei stata mai.

Un jumbo jet solo per te e me

Nessun paracadute, nessun pilota che pilota

Suppongo che sia venuto il tempo propizio

per noi, no? Di andare e cercare dove andare

Non essere timida, non essere forte. Chiudi

gli occhi e lascia le tue labbra comporre un arrivederci

Vieni a scoprire con me, se il cielo è una menzogna

Così come non dovrai mai lasciarmi andare,

io non lascerò mai che tu mi scivoli via

Per ricominciare

Sopra le nuvole, sopra tutte le nuvole, sopra

disegniamo linee di fumo e spume di coca

Ma tu chiedi qualcosa di più mentre mi stringi

forte. Turbolenze di sesso,

Seggiolino B e seggiolino D,

Sganciamo il nostro amore dall’alto,

bomba piena di c

E lo vediamo cadere e esplodere, mai

E più voliamo, più saliamo,

più il cielo diventa una menzogna

solo un altro nome

e un’altra forma

Cosi come non dovrai mai lasciarmi andare,

io non lascerò mai che tu mi scivoli via

Omaggio a Jet Sex, Ghinzu dall’album Blow (2004)

sabato 25 luglio 2009

Finestra Trentacinque Euro per quindici giorni di integrazione, l'anima de li mortacci vostra

Da Il manuale di come si vive,

Di Via Jenner 8


 Pillole contro il tedio:

Du-dda-da-da-di-do-dà

Ogni qualvolta è indubbio

che non stia bene,

ogni altra cosa è un dubbio.


Il peso delle cose materiali è fondamentale

e troppo facile da verificare

per questo alla lunga non ti lascia mai soddisfatto

Il peso delle coscienze invence

è come il peso dell’anima

fondamentale

irrilevante

e per questo prezioso

Du-dda-da-da-di-do-dà

Pensiero sottostante:

Trentacinque Euro per quindici giorni di integrazione,

trenta pillole, trenta litri diversi di vita nel motore

una pillolina la mattina

e una la sera prima della nanna

pillolina che piace al mio papà

pillolina che piace alla mia mamma

tutti che ci addormentiamo insieme soddisfatti

sognando mondi differenti, che questo ci basti.

 

Non come la droga

quella illegale intendoìo

prima della nanna

che non piace né al mio papà

né alla mia mamma

né a me, intendiamo, che mi perdo i ricordi per la strada dei sogni

sognando mondi differenti che questo ci basti

sennò sceglieremmo dell’altro intendiamonci.

 

Suona lasveglia, lìntegrazione ha inizio

oggi mi sento meglio decisamente

Dadadidodadidù

Deve essere quella pillolina dolce che ho sottratto al comodino

ieri sera per cominciare presto la cura

Daddidodadidì

Quella scatolina che con tanto amore un dottore mi ha condito

miha convinto e che io prendo per farlo contento 

e per farmi trovar pronto

a sentirmi meglio

Dadidodadidù

Quella scatolina santa che ho pagato tanto

per quanto pesachenesòcinquegrammi

venti euro, quattreuro al grammo, soddisfazioni

e scatoline colorate e tanta fila

Dadidodudadì

Più della droga, che pesa di meno

e di meno conta,

ma più buona della droga, perchè è un integratore

ti integra

e ti sembra che ti fa più bene 

di quanto realmente conti

Dadidodudidù

Mica come la droga

che non ti integra

che ti estegra

piano piano, che sei solo nella tua fila

e ti sgorga il dubbio dalla nuca

Didodudadiddì

Le pilloline sono prescritte dal mio dottore

che mi vuole tanto bene

dadidodù

mentre la droga la vendono gli spacciatori cattivi

che ti vogliono solo fregare

annegare

nel mare della vita passata a spacciare, ignorati

andate a studiare, e così la potete prescrivere

la droga, invece di mettermi paura e vendermi il cartone

che poi ci rimango male per giorni e piango

Dadindudaddarjeeling           

La pillolina

e’ giusto che costi di più

e che sia prescritta

e che venga abusata

ma con coscienza

Dadindùn

E la droga

che costi di meno

e che non venga prescritta

e che venga abusata

ma con coscienza


nessuno dei due con amore

niente con amore, marrone

 

A ognuno il suo

a ognuno la sua scelta

giudichiamo

giudichiamo

giudichiamo

dai suggiudichiamo

Da di du dù

e non capiamo, soprattutto prima 

record mondiale novessentadue, per capire tutto.

Ne voglio chili,

del multicentrum contro la debolezza costruita del nostro fisico.

 

E ne voglio chili

de droga contro la debolezza costruita del nostro fisico

 

E ne voglio chili, dell’amore checcerco contro la debolezza costruita del nostro

amore vero

Daddidodadi-ì da dà

Muore la sveglia, lintegrazione ha fine

non funziona tra popoli, figurati tra me emmè

non credo mi abbia fatto troppo bene infine

non credo labbia fatto troppo spesso

non capisco l'importanza di convincermi, dell’autoconvinzione

e mi ci curo troppo con mè stesso.

 

Ho come impressione non fosse quello il problema

ho come impressione non fosse

Multicentrum

la mia cura, ma piuttosto

una caramella dolce per la nostra vita un po’ salata.

da da dum dum, du du da da

 

mercoledì 22 luglio 2009

Episodio VII: Babilonia e l'impero del tempo

Pierinoeillupo spiega sibillinamente l'assenza precedente e la preoccupazione dei dottori:

Il tagliaerbe si è inceppato

nonostante ci sia tanta erba intorno,

eppure si è inceppato.

Il tagliaerbe si è inceppato per due motivi

umani, eppure si è inceppato. Ma riparte.

Da

Episodio VII: Babilonia e l’impero del tempo

Poiché nell'universo regnava il Caos, la dea Tiamat il dio Marduk si scontrarono. Marduk voleva mettere ordine nell'universo e combattè fino a quando non uccise la malvagia Tiamat. Poi Marduk prese il corpo della sua nemica Tiamat e lo divise in due parti: con metà formò il firmamento celeste, con l'altra metà formò le fondamenta della terra. Poi Marduk assegnò a tutti gli altri dei i loro posti e creò il Sole, la Luna, le stelle. Ma gli dei gridarono: - Signore Marduk tu hai affidato un compito a ciascuno di noi ma non hai dato a nessuno l'incarico di servirci e di sostenerci mentre noi lo eseguiremo. Rispose Marduk: - Prenderò sangue e ossa e ne formerò un piccolo fantoccio. Il suo nome sarà Uomo. Uomo servirà gli dei. Allora gli dei soddisfatti gridarono: - Signore Marduk, noi vorremmo mostrarti la nostra gratitudine costruendoti un santuario sulla terra. Per due anni interi lavorarono ed al terzo anno la città di Babilonia fu innalzata e, sopra a tutti, si ergeva il santuario di Marduk.

Preghiera a Marduk:

Etemenanki

Tempio del cielo e della terra,

e sopratutto tu Marduk

fa tu che io torni a casa

e non debba più sbattermi a modificare niente

che sia per cercare da mangiare,

o affidare le mie scarpe al caso,

spostarmi ad accendere trucchi differenti che riempiano la mia mente,

o mettersù una canzone che non stia già ascoltando,

fino a dover per forza chiudere gli occhi

prima di addormentarmi al buio.

Fa tu solo che io possa godere ogni singolo istante

che mi separa a qui alla tua eternità da frikkettone fascista.


Babilonia è nata,” la porta di Dio”

la chiamavano, e alla porta di Dio

continuano a bussare

come se Dio avesse una porta su cui aspettare

dietro un chiavistello usurato i propri figli

come se un nome avvicinasse una città a Dio

o gli uomini avessero bisogni di nomi per i loro segreti,

come i segreti di scatole dove riposare in pace.

Da allora

quando? Ehh? Babilonia è sepolta, viva

sotto un cumulo di macerie grigie

e umanità svuotate, che ha il nome Al Hilla, dongg

ora e amen, esclusa dalla propria dimensione

di sogno verità, ora provincia di Babilonia, in centro di Iraq.


A ottanta chilometri da Baghdà,

città di Dio, come Babilonia, come Baghdad,

a ottanta chilometri

Babilonia fu capitale di un impero

come Baghdad lo sembraltrimenti del suo

entrambi tra terra e cielo

settanta,

se non mi sbaglio a settanta c'è la tomba di quelli

che hanno fatto la guerra per salvare la città dai cattivi,

sessanta,

imperi che hanno amato le proprie genti

costruito sorgenti per loro dove cera solo terra

fuoco e aria prima

che il clima degenerasse, nell’arco di un istante

come degenera ogni cosa, istantaneamente.


Cinquanta, forse più forse meno dipende

come il lavorio di cavare un dente dipende dal dentista

che si interessa poco del dolore che lascia.

Quaranta, conta che coglianni la terra si sposta ma non vola

e lascia nello stesso punto le proprie colpe,

trenta, entrambe capitolate

costrette allo sterminio

assogettate all'imperio del tempo che sì vola

al sacrificio dovuto, che segue sempre ogni amore

Venti

come dopo averle amate, ogni singolo impero del tempo

le guarda dritto negli occhi un'istante

Dieci,

le proprie genti

e le costringe sempre a morire, una a

uno

Centro, lì arriveremo

impero su impero scomparsi a piacere del tempo

ammucchiati lunosullalltro.

Ittiti, Cassiti, Assiri, Stati Uniti,

solo refoli di vento che soffiano

a mò di fisarmonica, tirando al tiro della fune

che passa di manimano fino alla fine dei sogni

al calare del tempo, al calardeglocchi.

E che rimangono vivide ombre nel ricordo, opprimente

di chi l’ha sognate. Ma questo è troppo ottristente

Come Hammurabi ammirava il suo codice

le sue leggi e sè stesso, e la sua idea di giustizia

noi Uniti ammiriamo un fantasma,

come si ammira un fantasma bambino,

dal volto familiare ma sempre fantasma

e tutti restiamo lì, ad ammirarlo lì

brutti ma morbidi ai piedi di una montagna di macerie,

compiaciuti di doverlo chiamare impero.

venerdì 17 luglio 2009

Limone Fragola e panna

Caro amico Adam Smith,

oggi mentre facevo la cacca

ho capito che tu pensavi le stesse cose

che pensavo anche io.

Quando ci incontreremo dopo morti

non mancherò di fartelo presente.

“Quando le passioni originarie della persona direttamente interessata sono in perfetto accordo con le emozioni simpatetiche dello spettatore, necessariamente appaiono a quell’ultimo giuste, appropriate e adeguate ai loro oggetti; per contro, quando egli, riconducendo il caso a sé stesso, scopre che quelle passioni non coincidono con ciò che sente, necessariamente gli appaiono ingiuste, inappropriate e inadeguate alle cause che le suscitano..

..Approvare o disapprovare le opinioni degli altri, dunque, come ognuno riconosce, non significa altro che osservare il loro accordo o disaccordo con le nostre. Ma è ugualmente così per ciò che concerne l’approvazione o disapprovazione degli altrui sentimenti o passioni…

..Ogni facoltà in un uomo è la misura con cui egli giudica l’analoga facoltà in un altro. Io giudico la tua vista in base alla mia, il tuo orecchio in base al mio, la tua ragione in base alla mia ragione, il tuo rancore in base al mio rancore, il tuo amore in base al mio amore.

Non ho e non posso avere altro modo per giudicarli.”

The Theory of Moral Sentiments, Adam Smith 1759


Quanto dura la guerra del sempre guerra?

Quanti anni aveva il Kant quando impazzendo ha compreso

che la vita aveva un limite mentre lui meno?

Quanti abitanti avrebbe la Lettonia in un singolo istante

in cui donne e bambini si partoriscono a vicenda?


Se avessi studiato a scuola,

ripeto per chiffaffinta di imparare,

se avessi studiato a scuola

invece che solo la paura, invece che solo il rispetto

piuttosto della paura di alcuni

 che il rispetto non sarebbe bastato ad illudere tutti, 

se avessi studiato allo specchio

la storia

la filosofia

la geografia

l'economia

le scienze

la gelateria,

come la studierei adesso

che  stosenza più niente in tasca da frugare

seduto sopra ad un cesso a guardarmi dentro,

forse avrebbero avuto più di un senso univoco,

più senso di non averne alcuno,

che a fari spenti se non a sbattere contrun palo

di meglio c’è che non arrivi da nessuno.


Forse la filosofia 

sarebbe stata di me stesso la coscienza

e non la coscienza di chi filosofo è stato per sua scelta,

forse la storia sarebbe stata la storia di me stesso,

dimestesso il passato, dimestesso il presente 

fino al futuro che cinonda e ci respinge indietro.


Forse la geografia

 sarebbe stato il mondo che mi circonda, ora

e non una sfera rotonda tutta colorata dove rotolare le parole 

in ordine fiumi, in ordine monti, in ordine animali 

così come in ordine piante 

che nascono lì e muoiono poco distante.


Le scienze sarebbero stati l’amore per la ricerca, 

l'amore che non te lo inventi chino su banco,

 e non invece la ricerca di un amore, 

che se mi spieghi parlandomi direttamentin bocca 

guardandomi direttamente gli occhi

che tutto è regolato da un ormone,

 almeno smetto di cercare dentro

il posto dove l'anima ha nascosto il suo valore.


Forse sarebbe l'economia,

 il tasto dolente, lo scambio di cose per altre case

nuove cose per altre case

stabilito da chi, regolato dal come,

ha interesse che le cose abbiano una loro casa, 

e i sentimenti altrettanto un loro prezzo

rimarrebbe quello che è stato, 

che ci divide ma ci vorrebbe uguali 

per non disperdere il seme, per noi che non perdiamo la speranza

di ballare insieme su di un campo di tizzoni ardenti,

chi più, chi mai.


E la gelateria

forse sarebbero stati gelati comunque, 

di gusti differenti, anzi non forse, sicuramente 

come sono stati in realtà anche se non li ho mai studiati

solo mangiati, dal centro fino ai bordi,

 prima il cono giù dal fondo

guardando intorno, aspettando che la gente imparasse,

e poi su a risalire fino alla panna seconda,

quello sì che mi ha insegnato cosa fare e come farlo

per complicarmi cose che in realtà erano semplici, 

che si scioglievano al sole,

per separare i sensi e fidarmi solo di uno alla volta solo

e attaccandomi etichette colorate a delle vasche ricolme

di paure di mondi sconosciuti, 

mi ha spiegato come ingannarmi

e nascondermi dietro le mie poche certezze.

Limone

fragola

e panna




 


martedì 14 luglio 2009

Weekly Reviews

A.s.p: Per tutti quelli come me, che mi hanno fermato per strada picchiandomi e chiedendomi che cose demoniache fossero questi Weekly reviews, che appaiono dal nulla settimana su settimana, pierinoeillupo dice, per adesso e finchè non ne cambierà il senso, di non considerarli altroche la spiegazione scientifica delle recensioni che la mia parte tollerante scrive regolarmante sul portaleueb di Fastueb, cui si accede anche direttamente dal qui medesimo, clicchicciando i link viola.

Grazie

Pierinoeillupo


Capitolo primo: Wilco (The Album)

Ieri parlavo con un mio coinquamico che mi dice giustamente che se uno che dovrebbe fare il critico musicale scrive una cosa del tipo che i Wilco sono i Radiohead americani scrive una minchiata, e dimostra solo di essere uno che potrebbe solo scrivere, e mai capirci di musica, perché già che usi il termine i Radiohead non è come se dici i Britney Spears, e comunque se usi il termine "americani", invece che "inglesi" vuol dire che è un’altra cultura, vuol dire tutto e vuol dire niente, se non ti metti lì ben bene a spiegarlo. Veramente una cosa da uno che non scrive in modo triste.

E infatti io l’ho scritto.

Pero scusa, come scusa ho usato che lavevo scritto per semplificare le cose al lettore, che quando legge una cosa del genere pensa, ammazza questi sono fighi e cervellotici e magari se li ascolto poi mi ci vanto con le ragazze, però anche questa spiegazione non è che mi abbia convinto poi tantissimo a posteriori, mentre parlavo con il mio coinquamico con una birra in mano, mentre lì per lì mentre stavo con un pugno di pensieri di merda in testa davanti al mac mi aveva convinto, perchè non c'avevo voglia di stare a sbattermi per cercarne una parafrasi più intensa e non pensavo fosse così grave. E poi avevo scritto i Radiohead, mica il Britney Spears. Evidentemente la gente non la freghi così facilmente solamente con un nome, non tutta.

L’album, The Wilco (The Album), degli Wilco, è un bell album. Non come i più belli che hanno fatto tipo A ghost is Born, o Yankee Hotel Foxtrot, che poi non so quanto più belli, che in realtà sono il mio amico che ci capisce più di me di musica veramente, e quelli che ci capiscono più di me che lo dicono che erano più belli, ovvero gli stessi che scrivono dei Radiohead americani, e quindi alla fine non se ne esce mai. E in più comincio a pensare che alla  fine c'è solo gente che ci capisce più di me. 

Comunque un album da ascoltare per benino, che c'è pure Feist che canta, e  soprattutto c'è il cammello che festeggia il compleanno in terrazza, in copertina.

Poi vedete voi, quanto ci capite.


Capitolo secondo: cd brutto dei Black Eyed Peass

Un brivido mi percorre la schiena, brivido di piacer-terrore. Riesco a ballare con i Black Eyed Peace da seduto, mi piace il ritmo, mi stimolano il piede battente, alzo il volume a palla, mentre il mio amico (un altro) sta studiando oculistica di fronte a me e mi vorrebbe da un'altra parte. Questo per 5 secondi, poi penso che mi succede anche con Maracaibo mare forza nove e tutto torna nei ranghi. Perchè il disco è un disco veramente tamarro. I Bep hanno fatto un disco dove invece di loro, will i am e quegli altri, cantano mazinga Z, Malefix e i Chip Monk, che ci fosse uno che cha la voce simile a quando canta nella doccia.

Veramente un album brutto, tantè che quando ne ho scritto a casa del mio amico, ho preferito smettere di ascoltarlo a metà, e farmi raccontare da lui che studiava oculistica, le possibili conformazioni della cornea.


Capitolo terzo: J Ax balla sta Deca-DAnce

Un titolo peggiore era difficile trovarlo, però a  detta di J Ax, Fish, Turbine, Frodo, Two PAck e e Two Face, c'è tutta una questione dietro sul gioco decade, decadenza, dance, e sulla terribilità del nostro nuovo millennio materialista, oscurantista neo medievale, e quanto fossero invece più dentro gli anni '80 che tutti snobbavano, che poi tanto ci voleva J Ax a spiegare il concetto di nostalgia.

manco fosse Montale

E infatti è J Ax, e fa un discreto cd, che dovrebbe essere la seconda parte di un altro cd che è uscito pochi mesi fa ma non ho sentito, quindi il giudizio complessivo sull'opera omnia resta a metà, quello sul disco è un po’ un boh, perché alla fine secondo me lui non è così malaccio, è pure gustoso, però una canzone al massimo due poi meno.  Poi è vero che si è rimesso in gioco e che ha fatto il rock e il funky e si è fatto le estension e i tatuaggi e questo e quello, che è partito dall’hip hop e chi tocca le radici "streets"gli taglio le mani, e che la periferia, le coltellate e fumavo lerba quando gli altridormivano con Franco l'Orsetto ecc però pffff,  è anche vero che le cose devi anche saperle fare bene, mica solo farle, mica dare solo le coltellate, perché sennò è tutto un cavolo il campare di rendita perché chai il tuo stuolo di  fan scatenati. Che poi adesso apro una parentesi, ma io sta storia dei fan nn lho mai capita, che ogni volta si dice i fan, i fan, i fan comprano i fan vanno i fanfanno, ma secondo me sti fan in realtà sono robot, perché non ci credo che ci sianoo dei tizi veri che fanno tutte ste cose, secondo me sono veri solo i fan di Vasco Rossi, che quelli sono matti veramente, e poi si mettono le bandane con le droghe, non cè bisogno che siano robot. Apparte loro non ci credo che ci sono dei tizi che si fanno 27 concerti della stessa persona in 27 posti diversi in una settimana,  che si comprano tutti i cd che escono a 27 euro l'uno in tutte le possibili versioni alternative, e che dicono che i loro idoli sono sempre i più forti, anche se nn è vero.  Fate favor, staccategli la spina please.


P.s.s : Pierinoeillupo chiede scusa a tutti quelli a cui interessi qualcosa, della mancata conoscenza dello sciopero odierno dei blogger (http://dirittoallarete.ning.com/), cui esprime la piena solidarietà, ammettendo di non essere venuto a conoscenza dell'iniziativa se non post aver postato il post odierno, e di non essere a quel punto potuto tornare indietro nel tempo per rimediare all'errore. In base a queste considerazioni, in attesa di consultarsi con qualcuno che ne sa più di lui pure su questo, si limita a scaricare interamente la colpa sul presidente Silvio Berlusconi.

Grazie

Pierinoeillupo

giovedì 9 luglio 2009

Finestra Fiero di essere comodino

Carmina Burana (Carmina Divina 316)

Madonna de li matti

santa protettrice de noi altri

i soldi non ci mancheranno mai

e se ci mancheranno a noi, faremo coi chicci

ma la fantasia

e la felicita di vivere quella  lasciala làddostà,

che ogni tanto la fai sparire.

 

Ho un nuovo comodino

costruito in canadà, si tratta di un piccì

o almeno un arto del piccì, la parte grossa quella spaziosa

che se ci smanetti un cinque minuti, gli dai un calcio

e gli togli il coperchio

la fai assomigliare vagamente a un comodino.

O almeno ci ficchi dentro i libri e poi lo lasci lì a pensare

e pensi

di avere un pompidou in camera, in proporzione

un comodinù

e che le schifezze dentro attaccate alle ventole

siano come le opere d’arte avanguardia.


Questo prima del dubbio sopraggiunto prima del sonno

che magari dovrei togliere anche la polvere,

e non solo lasciarla lì per i turisti, non solo far finta

di inventare, e poi quando c’è da menar le mani far fischietti.

 

Ma è pur sempre casa sua prima, e decide lui. E io aspetto

che il comodino mio è come me e dice sempre sì, ma fa come gli pare

poi così fa pure un pò  che sembra che è antico.

Ah, lantichità.

 

La verità è che non c’ho voglia

dovrei usare la stessa spugnetta con cui pulisco i piatti mi lavo le mani

e mi soffio il naso.

Mi invento che sia pulito, finchè non muoio di asma.

 

Sono contento del mio comodino è bianco latte

macchiato.

Non mi dite che avrei dovuto comprare un comodino a Ikea

o da un vecchietto in un vecchio negozietto dellusato

che cero giunto

ma poi mi sono ricordato

che un mio amico una volta ha fatto un comodino con dei contenitori per la frutta

tutto in legno per poi colorarlo dazzurrro, bello

e una volta avevo dormito tanto bene nella sua stanza,

senza il mio amico, ma con le zanzare.

Ma forse non era né per il comodino né per la stanza,

che ero stato bene, e sbagliando

ho pensato fosse per il comodino,

allora anche io che non sono da meno

di nessuno

comodino, ho fatto il mio da me ma in modo più pigro.

Procedimento studiato.

1 cercavo mocho in sgabuzzino

2 inciampato su aspirapolvere

3 bestemmiato

4 visto pc mentre bestemmiato

5 collegato pc con i miei libri sparsi per terra in camera

6 quello che ho scritto prima e moto di soddisfazione in coda


Se avessi la macchina fotografica con la batteria carica

farei un ritratto, piacerebbe vederlo a tutti sono sicuro.


La prossima volta costruisco una macchina fotografica,

che invece di andare a batteria, va a polvere.

martedì 7 luglio 2009

Favola batterica

E’ il mondo che è cattivo

o forse lo sono io, quando mi ritorna sta maledetta cervicale


Fino a quel momento G aveva speso la usa vita a fare cose utili.

Si era totalmente dimenticato di quelle inutili,

e con la poesia e la bellezza aveva perso anche la felicità

Antonio M. Raimo


Questa favola ha batteri,

questa favola è malata

perché così solo può guarire.


Questa favola ha colori

messi lì per contrasto

a contrastare

questa favola a colori.


Cinque, 

reali o sognanti,

due sono il tutto edil niente

lo scrivente e lo scrivuto

il nero su di un bianco.

Tre, 

sono quelli che incontri per stratto

i primati il blu e il rosso

edilgiallo, da cui nasce il resto

dall'acquamarina alviolascuro

come da un pensiero inespresso

nasce tutto quello che poi incontri,

comanche le favole buone da un animale cattivo.


Come?domanda Pierino da sempre convinto

di essere uno, uno solo e che quello bastava

e avanzasse, oh se avanzasse


Come cattivo di riflessi bianchi, disse il lupo

come la notte tarda che taccoglie

prima del mattino, che tiene in piedi

il bianco  dei tue occhi bianchi e stanchi

riflessi di una notte, iniettati di vino

che non vedono e non hai mai visto

senon di riflesso e schiacciano le foglie e le ombre

quanto lamerdintorno.

 

Come cattivik nero a pelo corto, ribadì il lupo

digrignando i dentiesputandobava, era il sorriso,

di buiocresciuto alla luce di qualcuno

perlopiù di una quercia

ampia e alta e grossa e spesso e stronza

e presente, continua, presente continuo

che standavanti vedevi nero, cieco

non ti muovei, per colpa propria o differente

della quercia come qualsiasi altro essente

che la colpa va sempre condivisa 

per evitare di vederla tornare indietro urlante.

 

Come cattivo e rosso di vino, pareva commosso

 il lupo, di sangue che impregna bandiera battente

come madre e figlia di un incoscientimbarco

che a seconda di ombra e orario assume facce

e sorride incurante

di quanti hai lasciato sdraiati sul ventre

giocando il giochino dei giorni  senzapenzà.

 

Come cattivo giallo canarino,

che il lupo si mangiò,

di senape scaduta, di densa melassa

della febbre peggiore che potesse attecchire

che viverla zonzo si rischia sul serio

di ammalarsi di malattie come la vita

e immaginare per febbre cose nonaccadita.


Esattamente come cattivo seianche blu, 

respirò profondo il lupo, 

pensando al paradosso,  come la Greciablu,

colore degli estremi che attiriamo

come animali e come omìni

dal mare come dall'inferno 

del gelo come dell’armonia

che oscilla costante come la propria distanza

da sè. Come in una stanza,  bluparietata

dove i battiti scendono e aumenta la sensibilità

mentre gli oggetti diventano più piccoli e leggeri.


Cattivo come l’arcobaleno, esclamò Pierino

definitivo

scazzato di essere nascosto da colori unauno

che non conosceva, come non conosceva 

laguerra senzalapace larcobaleno

 che si fa mille gocce differenti

che salgono salgono a ringraziare il cielo

e per grazia discendono 

attirati dalla carne, in una pentola d’oro

e che raggiungerei , se solo fossi buono, 

e allora affermereanche

di essere ricco, o qualcosa così

ma sarebbe più come essere solo,

che la ricchezza è una questione moolto privata

come la solitudine

e allora vaffanculo mi accetto anche cattivo

e per guadagnarmi la pace, 

che mi permetta di stare 

mezzuomomezzabestia, pregherò gli Dei,

 e continuerò a dimenticare.